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Cippato di legno: cos’è e a cosa serve?

Il cippato di legno è un derivato del legno, che viene lavorato e sminuzzato a seguito di un trattamento chiamato cippatura. Si tratta, fondamentalmente, di un biocombustibile, utilizzato spesso nelle cosiddette caldaie a cippato. Si ricava dagli scarti delle segherie o dalle potature di piante e alberi.

La normativa di riferimento per la cippatura è la UNI EN ISO 17225-4 2014, che regolamenta la qualità del biocombustibile e lo suddivide in 4 classi. Più alta è la classe, più pregiata è la materia prima. Di conseguenza, saranno rispettati poi tutti i parametri relativi alla forma e alla struttura del materiale stesso.

Esso è definito biocombustibile. Questo perché la sua combustione riesce a liberare la stessa quantità di CO2 (anidride carbonica) che l’albero ha ricevuto dall’atmosfera nel corso della sua vita. In questo modo, il CO2 emesso è lo stesso di quello sottratto e il bilancio risulta pari a zero. Nessuna emissione di CO2 ritenuta tossica per l’ambiente, quindi: ecco perché il cippato di legno è un biocombustibile.

Come funziona la cippatura
La cippatura è un processo meccanico che si applica sugli scarti del legno. Serve a trasformarli in cippato, il biocombustibile di cui abbiamo parlato finora. Il macchinario utilizzato per la cippatura si chiama cippatrice.

Solitamente, essa avviene direttamente nei boschi o nelle segherie. Alcune aziende si stanno procurando le cippatrici per poter svolgere queste operazioni in loco. Utilizzando il loro legname (ed evitando, così, il consumo di legname eccessivo che può portare al disboscamento).

Caldaie a cippato
Il cippato può essere utilizzato come combustibile, quindi: le caldaie a cippato sono, infatti, un’ottima alternativa al riscaldamento tradizionale. Per funzionare, però, hanno bisogno di un determinato tipo di cippato, di dimensioni inferiori ai 3 cm. Inoltre, il cippato ha una percentuale di umidità interna in grado di garantire una combustione ottimale. Se il legno, e quindi la materia prima, è di qualità, è anche chiaro che la sua funzione sarà ancora più efficiente.

Le caldaie a cippato sono fonti di riscaldamento con un impatto ambientale oggettivamente ridotto, perché rilasciano pochissimi agenti inquinanti dell’aria e una quantità minima di cenere durante la combustione del cippato. Per non perdere la sua funzione, è importante pulire le caldaie almeno una volta all’anno e raccogliere le ceneri derivate almeno una volta al mese.

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